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MusicZone – Norah Jones

Pick Me Up Off the Floor, June 12TH …

Norah Jones non intendeva fare un altro album. Dopo aver finito il Day Breaks tour del 2016 – il suo amato ritorno al jazz al pianoforte – si è allontanata dalla consueta routine per la realizzazione di un album e si è avventurata in un nuovo territorio: una serie di brevi sessioni realizzate con un turnover di collaboratori che ha generato diversi singoli (con Mavis Staples, Rodrigo Amarante, Thomas Bartlett, Tarriona Tank Ball e altri).

Ma poi è successa una cosa strana. Lentamente, ma inesorabilmente, le canzoni delle sessioni che Norah Jones non aveva pubblicato si sono concretizzate proprio in ciò che intendeva evitare: un album. Perché Pick Me Up Off The Floor non è un collage incoerente. Tiene magnificamente insieme, collegato dal coinvolgente groove dei suoi trii con pianoforte, testi che affrontano la perdita e presagiscono la speranza e un feeling che indugia nell’oscurità prima di trovare la luce. In ogni sessione ho realizzato canzoni extra che non ho pubblicato e che sono state raccolte nel corso negli ultimi due anni “, afferma Norah Jones.”

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Mi sono davvero innamorata di questi pezzi, avevo i mix non definitivi sul mio telefono e li ascoltavo mentre passeggiavo con il mio cane.

Le canzoni hanno continuato a girarmi in testa e mi sono resa conto che erano attraversata da un surreale filo conduttore, come un sogno febbrile che si svolgeva in qualche luogo tra Dio, il Diavolo, il cuore, il Paese, il pianeta e me. ” E’ evidente come questo insieme di canzoni combini diversi colori sonori (blues, soul, americano e varie sfumature del jazz) e trasformi anche il dolore personale, politico e il trauma sociale in un unico corpo variegato. Anche il significato del titolo dell’album sembra cambiare. Le parole “Pick Me Up Off the Floor” a volte giocano come un’invocazione per un intervento esterno, come nell’apertura di “How I Weep”, in cui la Jones piange una grave perdita con note meditative su un mormorio di archi.

Ma in altri momenti le parole sembrano una dichiarazione di intenti in stile bootstrap, come in “I’m Alive”, realizzata a Chicago con Jeff Tweedy degli Wilco (e suo figlio Spencer alla batteria), dove l’artista mostra la sua precisa direzione pur nella confusione del flusso degli eventi: “È schiacciata da pensieri notturni sugli uomini / Che vogliono i suoi diritti e di solito vincono / Ma è viva, oh è viva.” “Vivendo in questo paese – in questo mondo – negli ultimi anni, penso che in fondo si avverta la voglia di dire “Risolleviamoci da questo casino e proviamo a capire alcune cose”, afferma Jones. “Se c’è oscurità in questo album, non è pensata per raffigurare un imminente senso di sventura, è più un desiderio umano di connessione. Alcune delle canzoni più personali si possono riferire anche ai problemi che in genere tutti affrontiamo.

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E alcune delle canzoni che riguardano argomenti molto ampi sono adatte allo stesso tempo per situazioni personali.”